In questa pagina delle 'Operette morali', Giacomo Leopardi recide i legami con il suo proverbiale pessimismo per esplorare un’ipotesi scandalosa: la possibilità della felicità. Attraverso il volo e il canto di creature che ignorano il vuoto dell’esistenza, il poeta lancia una sfida alla noia e al peso della coscienza umana. Un manifesto di resistenza vitale che, in questa edizione bilingue, ci offre una tregua necessaria attraverso lo sguardo di chi, per natura, sa ridere della vita.