Non ci sono parole per descrivere il distacco del giudice Froget, che dall&rsquo inizio dell&rsquo incontro non aveva modificato di una virgola il suo atteggiamento. Di solito i giudici istruttori fanno domande su domande, si accaniscono a confondere l&rsquo indagato e solo così riescono a strappargli la frase che costituisce una confessione. Lui invece lasciava all&rsquo interlocutore il tempo di riflettere, persino di riflettere troppo. I silenzi duravano parecchi minuti, le domande appena pochi secondi. Fino a quel momento ne aveva formulate solo due. Anni dopo, un esperto si sarebbe tolto la curiosità di contare le parole uscite dalla bocca di Froget nel corso di quel cruciale interrogatorio.