La figura del viandante &ndash inteso come nomade, pellegrino, errante, forestiero, straniero, passante, viaggiatore &ndash evoca sempre anche erranza, gusto della scoperta, sradicamento e rischio. Viandante è chi non ritorna sui suoi passi, chi va oltre, in avanti senza fermarsi, verso la terra promessa che però non è mai la dimora definitiva: promessa e provvisoria insieme. È l'homo viator che descrive la situazione dell'uomo quale 'essere in cammino', per restituirgli quel di più che lo spinge a un oltrepassamento dal reale al possibile, consentendogli di sperimentare la trascendenza nell'immanenza, in questa constante ricerca di senso propria dell'umano. Tutti i popoli conoscono queste esperienze di soglie e di confini e le celebrano nelle forme civili e religiose chiamate 'riti di passaggio' che, come archetipi, accompagnano la vita di tutti gli individui nel loro ciclo vitale. Da una fase a quella successiva sono questi riti a intrecciare le esperienze umane e culturali con il destino biologico del nascere, del riprodursi e del morire. Un saggio chiaro e stimolante che ci guida alla scoperta della spiritualità in un'epoca secolare, di una spiritualità senza dio, delle nuove forme di spiritualità, della spiritualità come stile di vita e i suoi rapporti con il mercato.