Una critica della ragione digitale per inaugurare un pensiero che si misuri con la nuova forma di mondo che l&rsquo intelligenza artificiale e l&rsquo infrastrutturazione digitale stanno imponendo: un mondo in cui società, individui e relazioni vengono ridefiniti, e in cui l&rsquo esperienza stessa &ndash ciò che ci individua e ci lega agli altri &ndash assume configurazioni inedite. Siamo di fronte a una vera e propria ri-ontologizzazione dell&rsquo umano, che ne ridisegna i confini nella continua transizione tra natura e artificio. In questo scenario, il &ldquo dossier digitale&rdquo non riguarda più soltanto regole o governance &ndash come accadeva di fronte alle grandi innovazioni del passato &ndash ma investe il piano stesso delle possibilità dell&rsquo esistenza: presenza a sé, libertà, autodeterminazione, dignità. Quali giochi restano ancora praticabili quando la tecnologia incide sulla struttura dell&rsquo essere? Come nel Novecento con il nucleare e con l&rsquo ingegneria genetica, siamo di fronte a una soglia storica: quali possibilità restano aperte quando la tecnica interviene sulla struttura dell&rsquo essere?