Gianni Oliva traccia un profilo inedito della campagna referendaria del 1946 in Piemonte, analizzando la situazione istituzionale che dall&rsquo 8 settembre 1943 ha portato alla luogotenenza di Umberto II, l&rsquo effimero «Re di Maggio», di cui viene tracciata la biografia, istituzionale e non, fino alla definitiva abdicazione di Vittorio Emanuele III. Oliva descrive l&rsquo organizzazione della consultazione istituzionale, in cui si distingue l&rsquo opera del socialista piemontese Giuseppe Romita, vero «regista» del referendum. Poi la campagna elettorale in Piemonte, fino al voto. Per la prima volta, poi, nel volume vengono presentati e commentati la partecipazione e i risultati del referendum istituzionale in Piemonte, provincia per provincia, Comune per Comune. Per i lettori non mancheranno le sorprese: e se il Piemonte nel suo complesso si esprime a favore della repubblica, si potrà scoprire quali zone della regione si sono espresse per una forma istituzionale o per l&rsquo altra, in un territorio in cui il radicamento monarchico aveva radici antiche, ma nel quale era altrettanto se non più rilevante (soprattutto nei centri urbani) la presenza dei partiti e movimenti di sinistra, favorevoli al nuovo regime. Con un ricco, spesso inedito apparato iconografico d&rsquo epoca.