Sipario. In scena quattro generazioni della famiglia Telfair, scalpellini neri di Louisville, Kentucky. Il protagonista, Ben, ha imparato dal nonno Papaw che «un muro è fatto allo stesso modo in cui è fatto il mondo. Una casa, un tempio». Così, ora che la vocazione del taglio della pietra in famiglia si va esaurendo, Ben dovrà fare come la casa e il tempio, e come quelli resistere e restare. L&rsquo ultima opera ancora inedita dell&rsquo autore di &ldquo Il passeggero&rdquo e &ldquo La strada&rdquo , l&rsquo unica nata in forma teatrale, vede la stampa dopo quasi quarant&rsquo anni dalla sua stesura, e incastona la tessera finale in un mosaico immaginifico che non cessa di stupirci. Scritto alla fine degli anni Ottanta, poco dopo &ldquo Meridiano di sangue&rdquo , pubblicato nel 1994, contemporaneamente alla &ldquo Trilogia della frontiera&rdquo , il dramma in cinque atti &ldquo Il tagliapietre&rdquo non ha avuto la stessa fortuna dei capolavori suoi coevi e non ha mai visto una rappresentazione scenica se non parziale. Perché? Ben Telfair, protagonista dell&rsquo opera nonché suo deus ex machina, chiamato a riflessioni dall&rsquo alto peso specifico, è uno scalpellino nero poco più che trentenne che ha abbandonato gli studi in psicologia per dedicarsi alla lavorazione della pietra come suo nonno, l&rsquo ultracentenario Papaw. A legare i due uomini non c&rsquo è solo l&rsquo arte della costruzione muraria &ndash «il mestiere» come Papaw ama definirlo, quasi non ve ne fossero altri. Ciò che Ben ha scelto di abbracciare è un intero sistema di valori, improntato a rettitudine e onestà. Il resto della famiglia ha scelto diversamente: la moglie di Ben, Maven, ambisce alla professione di avvocato suo padre, Big Ben, alla pietra ha preferito il cemento e le ricchezze che è in grado di produrre, mentre suo nipote, Soldier, ha fatalmente ripudiato un materiale come l&rsquo altro. Ben ha radici solide e crede di poter aggiustare tutto. Ma non può. Per quale ragione, dunque, questo quintessenziale paladino mccarthiano non ha mai trovato posto su un palcoscenico? Troppo ricco il linguaggio, è stato detto, dilatato fra il dialetto del Sud e la solenne prosa biblica, troppo metafisico il sottotesto, troppo ardito l&rsquo alternarsi dei due Ben sulla scena. Forse, invece, &ldquo Il tagliapietre&rdquo ha solo scontato un gap temporale. Ora, dopo i dialoghi serrati di Bianco e Nero in &ldquo Sunset Limited&rdquo e la resilienza testarda del padre in &ldquo La strada&rdquo dopo le struggenti peregrinazioni di Bobby Western nel &ldquo Passeggero&rdquo , è tempo che anche Ben Telfair si unisca alla schiera degli eroi mccarthiani che portano il fuoco e che &ldquo Il tagliapietre&rdquo vada a occupare il posto che gli compete.