Esistiamo anche senza nessuno che ci guardi, che ci conosca? Isabel è inquieta, egoista, sfuggente. Isabel è tenera, creativa, disponibile. Isabel, magra e disinibita. Isabel, inesperta e schiva. Isabel che è sempre in fuga. Isabel che è casa. Isabel è tante donne quante sono le persone che la guardano. Il padre che non si rassegna a vederla crescere e la porta nella savana keniota per allontanarla da sé stessa. Cori, il primo amore, la prima volta, il primo tradimento di tanti. La vicina a cui Isabel regala racconti per permetterle di assaggiare i frammenti di una vita vera, nonostante il corpo rotto che le fa da prigione. La signora delle pulizie, costretta da una Isabel bambina a indossare i guanti per non contaminare la bella casa di famiglia con le lordure del rione disagiato da cui proviene. Isabel ha lasciato un&rsquo impronta diversa in ogni persona che ha incontrato, quasi che la sua stessa forma mutasse di continuo. E nell&rsquo amarla, odiarla, temerla, guardarla, tenerla a distanza, ognuno di loro mostra il proprio desiderio primordiale di esistere, di resistere. E, forse, di salvarsi. Con lo sguardo acuto e la prosa nitida che la contraddistinguono, Rossella Milone modella un &ldquo romanzo in racconti&rdquo che ci restituisce non solo l&rsquo immagine multiforme di una donna, ma coglie anche un&rsquo intera comunità: un gruppo che si crea, muta e cerca di difendersi dall&rsquo eterna tensione tra senso di sradicamento e brama di appartenenza.