Alex ha quindici anni, vive a Bolzano con la madre e il suo mondo è contenuto in un computer. È l&rsquo estate del 2010 e non ha grandi programmi, se non passare ogni momento libero collegata a Pixel, la chat di gruppo creata su Skype insieme alla sua comitiva digitale: Florian, migliore amico fin dall&rsquo infanzia e unico a esserci anche nella vita &ldquo reale&rdquo Gemma, la ragazza di Florian anche se non si sono mai visti e infine LaBidella e Horselover, dei quali il gruppo ignora età e luogo da cui digitano sulla tastiera. Intanto però Alex deve fare i conti con problemi decisamente più materiali, come i debiti della madre. Ed è ancora su internet che cerca una risposta: si chiama StarCraft II, un videogame multiplayer di strategia che sta spopolando in rete. Dove ci sono gli sponsor, c&rsquo è denaro, e così Alex scopre il ranking a pagamento: giocando per altri, è possibile guadagnare soldi veri. Non sembra una cosa &ldquo legale&rdquo , ma nemmeno più pericolosa di scaricare una serie tv o il nuovo album di Avril Lavigne. La sfida ha inizio e Alex, durante interminabili sessioni notturne collegata con miriadi di utenti, conosce Alita, player con cui chatta e per cui comincia a provare dei sentimenti. Eppure Alita non è davvero chi dice di essere e l&rsquo attrazione si rovescerà presto in morboso controllo. Ci vorrà l&rsquo aiuto di tutti i suoi amici, online e offline, per salvare Alex dalla trappola in cui si è infilata. Mescolando la spensieratezza del romanzo di formazione a una sottile tensione da thriller psicologico, 'Pixel' colma il vuoto di un racconto generazionale sull&rsquo alba dell&rsquo iper-connessione, quando da un angolo di provincia si cominciò a vivere il sogno di poter fare amicizia dall&rsquo altra parte del globo senza uscire dalle camerette, e quando digitando al buio di una stanza i confini tra reale e virtuale cominciarono ad affievolirsi.