Bretagna, oggi. Dalla stazione dei treni di Saint-Malo, cittadina fortificata sulla Manica, il mare non si vede. S&rsquo intuisce soltanto, dalla sabbia che il vento getta sulle strade, dal modo in cui il cielo s&rsquo appesantisce assorbendo il riverbero della luce. Eppure basta poco, ed ecco che davanti agli occhi di Yann de Kérambrun si spalanca la distesa tonante, l&rsquo azzurro profondo striato di grigio, l&rsquo orizzonte senza fine. La piccola isola di Cézembre, proprio dirimpetto. È guardando quell&rsquo orizzonte, quell&rsquo isola, che gli avi di Yann hanno immaginato e poi costruito la loro fortuna. Ed è lì che, in fuga da una Parigi aggressiva e opprimente, Yann torna, riprendendo possesso dell&rsquo antica villa di famiglia. Yann è l&rsquo ultimo di una stirpe di armatori, erede riluttante della Kérambrun & Figli: una compagnia che non ha alcun desiderio di possedere, che non è stato cresciuto per amministrare. Quella compagnia ha divorato l&rsquo esistenza di suo padre e ingoiato metà della breve vita di suo fratello. Ora però Yann non può più sottrarsi. Nel rimettere ordine fra le carte, si imbatte nei taccuini del bisnonno Octave, il fondatore, brillante capitano d&rsquo industria che in quelle pagine si rivela uomo inquieto, segnato dalla tragedia. Yann si è sempre rifiutato di conoscere la storia dei suoi avi ma ora &ndash con tutta la solitudine del mondo sulle spalle &ndash non può fare a meno di chiedersi quali altri dolori si siano inabissati nella vita di Octave, quali ferite possano riverberare nel tempo, fino a lui. Romanzo sui segreti e i ricordi che la natura custodisce nel silenzio, 'La fortuna dei Kérambrun' è la storia straordinaria di una famiglia cui il mare ha dispensato e sottratto le sue fortune, ma anche un&rsquo ode alla bellezza della costa bretone, alle profondità del cuore umano.