Alla Caverna, periferia di Parigi, la vita sembra immobile, scandita da lavori precari accumulati per sbarcare il lunario, routine familiare, amicizie che sono alleanze contro l&rsquo ignoto e storie da raccontare come s&rsquo intesse una rete che non lascia cadere nessuno nel vuoto. Ma un giorno uguale agli altri, Amani, donna delle pulizie in pensione, dopo aver riordinato la casa e preparato la cena, se ne va lasciandosi dietro poche righe: Devo andarmene, veramente. Ma tornerò. È solo a notte fonda che Hédi Gammoudi, il marito, si risolve ad avvertire il figlio Salmane, raggiungendolo al parcheggio dove ogni sera resta a bere e tirare tardi con gli amici. Ha così inizio una ricerca fatta di incredulità e scoperte inaspettate, che porterà Hédi ad armarsi di cacciavite per smontare allo stesso tempo la propria casa e ogni certezza, e Salmane a ricomporre i frammenti di un racconto che è tanto la storia dei suoi genitori, orfani emigrati in Francia dalla Tunisia, quanto quella della sua vita di trentaseienne cristallizzato nell&rsquo adolescenza, tra un lavoro al fast-food, un master dimenticato in Storia antica e un amore autosabotato. Accanto a lui il fedele amico Archie, che da anni esce solo la notte, perché la Caverna non è solo un quartiere, ma un ventre da cui nessuno sembra in grado di venir fuori. E così la fuga di Amani, preceduta da quella altrettanto misteriosa del suo amato gatto senza nome, sarà per tutti loro l&rsquo occasione estrema di fare i conti con se stessi e con un luogo che è il centro di un mondo diventato troppo piccolo.