Un bambino di otto anni, emigrato con la famiglia e cresciuto in Finlandia, ritorna in Kosovo a trascorrere l&rsquo estate. Nella casa del nonno i giorni di campagna sono segnati da eventi strani e perturbanti in questa realtà, pervasa da una disciplina ferrea, dominata da una silenziosa brutalità, non esiste spazio per il conforto, per la dolcezza, per la protezione degli affetti. L&rsquo unico rifugio possibile è immergersi in se stessi e fantasticare, e la sola creatura capace di offrire un legame è la maestosa mucca della fattoria, in cui il bambino scorge insieme lo splendore e la sofferenza del mondo intero. Anni dopo, da adulto, ancora un ritorno, assieme alla madre, nei luoghi della propria nascita, dove la diffidenza, la fatica quotidiana di lavori malpagati, il rancore verso i paesi più ricchi e privilegiati, scandiscono la vita quotidiana. È ormai uno scrittore, ma l&rsquo eredità della violenza lo trascina a fondo, verso situazioni di crescente distruzione. Dove cercare le parole? Come raccontare ciò che è troppo doloroso ricordare? Nel tentativo di trovare risposte comincia a scrivere lettere al padre defunto, dalle frasi intrise d&rsquo ira affiorano testimonianze sempre più potenti e struggenti. Il viaggio lo costringe a guardare oltre il confine tra realtà e fantasia, nelle tenebre di una memoria frantumata e di una sensibilità ferita. Alternare luce e tenebra, un linguaggio poetico e una cruda brutalità che non si ritrae di fronte a nulla, è un tratto distintivo dei romanzi di Pajtim Statovci, in questo ancora di più che nei suoi precedenti. Radicale e pieno di inquietudini, La mucca partorisce di notte è un&rsquo opera vertiginosa, furiosa, che si sporge sulle rovine del passato e la familiarità del pericolo interrogandosi sulla sessualità e l&rsquo esclusione sociale, sull&rsquo urgenza della rimozione e la possibilità del perdono, su un approdo alla pace attraverso la vendetta. Pochi scrittori sanno raccontare come lui gli esseri umani privi di protezione, le vite in cui ogni bagliore sembra essersi spento, e l&rsquo energia febbrile e chiarificatrice che l&rsquo immaginazione e il desiderio possono portare anche nei luoghi più oscuri.