Quando si è ragazzi sbagliare è facile, soprattutto se la punizione arriva prima dell&rsquo opportunità e il proprio destino sembra già scritto, senza una seconda chance. In questa raccolta di storie vere, Maria Grazia Calandrone ci conduce in un viaggio attuale e struggente attraverso i confini della legalità. Incontriamo Vanila, rinchiusa a Roma dopo un furto in un appartamento dell&rsquo alta borghesia Khaled, che ha cercato la libertà sfidando le mura del Beccaria Carmine, che a Nisida deve fare i conti con un colpo di pistola sparato per dimostrare di non avere paura. E poi Luisa e Roberta, fermate in stazione con i sogni spezzati, e Matteo, che sconta la condanna silenziosa di un padre arrestato. Dalle celle dei grandi istituti penali fino ai tribunali di provincia, il carcere entra nelle loro vite come un luogo di attese infinite, ingiustizie e domande difficili. Attraverso una narrazione potente e carica di umanità, l&rsquo autrice dà voce a quei &ldquo figli dimenticati&rdquo che la società spesso guarda solo attraverso la lente del reato. Questo libro non assolve né accusa: ascolta. È un invito rivolto ai ragazzi che sono &ldquo fuori&rdquo , perché imparino a guardare oltre il pregiudizio, e a quelli che sono &ldquo dentro&rdquo , perché ricordino che un errore non può cancellare la promessa di tutto ciò che possono ancora diventare. Età di lettura: da 11 anni.