Ci sono stati periodi in cui Anna ci ha creduto, alla parità. Quella che va oltre le apparenze, &ldquo che premia indipendentemente dal genere, quella cui non interessa se sei truccata e come c&rsquo hai le gambe, e mette sullo stesso piano maschi e femmine&rdquo . Poi, però, come molte bambine e ragazze, puntualmente precipitava in quel bisogno, sempre lo stesso: essere vista, sentirsi preziosa. E, di fronte agli sguardi, alle mani, alle parole degli uomini, non riusciva a fare altro che cedere &ndash spazio, voce, pezzi di sé. Abdicare al proprio corpo fino a sparire: come quella volta sul palco, lei che sognava di fare l&rsquo attrice e non riusciva a muovere un muscolo, divisa tra il desiderio di mostrarsi e il terrore di farlo davvero. Anche adesso, che lavora in radio e insegna in un master di giornalismo, l&rsquo istinto di ritrarsi per compiacere non l&rsquo abbandona mai del tutto. Poi, con i suoi studenti, si trova a discutere l&rsquo eredità del _MeToo a cinque anni dalla sua esplosione: da una parte loro, ventenni che scoprono la sessualità, dall&rsquo altra lei che ripensa al passato, a tutte le volte che ha ceduto. Quante sfumature diamo alla parola &ldquo consenso&rdquo ? Quando possiamo essere sicuri che un &ldquo sì&rdquo non nasconda un&rsquo esitazione? Anna cerca colpevoli, ma non è sicura di potersi definire una vittima. Avrà bisogno di perdonare se stessa, guardandosi dentro con coraggio e onestà, per riuscire ad accettarsi e ad andare avanti. Michela Marzano invita lettori e lettrici a ragionare insieme con la curiosità e l&rsquo intelligenza che contraddistinguono la sua scrittura, in un romanzo che riflette sulle zone grigie e sull&rsquo ambiguità del rapporto che abbiamo con gli altri e con il nostro corpo.