Il 2 luglio 1849 Giuseppe Garibaldi deve prendere una decisione difficile. L&rsquo effimera esperienza della Repubblica romana volge al termine impossibile resistere ancora all&rsquo assedio dell&rsquo esercito francese guidato dal generale Oudinot, inviato a restaurare l&rsquo autorità papale sulla città eterna. I repubblicani hanno combattuto con coraggio, ma è giunto il momento di accettare la realtà: devono lasciare Roma in mano al nemico. Garibaldi, però, non intende arrendersi. È pronto a partire alla testa di un corpo di volontari per proseguire altrove la lotta per l&rsquo unità d&rsquo Italia quella mattina ha pronunciato parole infuocate, chiedendo ai suoi uomini di seguirlo ancora una volta. Ne attende diecimila, ma a rispondere alla chiamata sono solo quattromila fanti e ottocento soldati a cavallo. E hanno con sé un unico cannone. Così, in piena notte, affiancato dalla moglie Anita incinta di sei mesi, l&rsquo eroe dei due mondi che ha sposato gli ideali risorgimentali si mette alla guida di una colonna mesta e silenziosa e intraprende un cammino che li porterà a risalire l&rsquo Appennino. Una marcia a tappe forzate lunga seicentoquaranta chilometri, attraverso l&rsquo Umbria, la Toscana e l&rsquo Emilia-Romagna, costantemente incalzati dai francesi e dagli austriaci. Solo poche centinaia di loro vedranno il termine del viaggio, due mesi più tardi, e l&rsquo impresa costerà la vita anche ad Anita. Nel torrido luglio del 2019, Tim Parks e la moglie Eleonora hanno minuziosamente ricostruito &ndash e ripercorso, giorno dopo giorno, passo dopo passo &ndash il cammino di Garibaldi e di Anita. Muniti di Gps, hanno dormito nei bed&breakfast attraversato desolate periferie industriali scoperto incantevoli strade secondarie e borghi quasi immutati dopo un secolo e mezzo incontrato gli italiani dell&rsquo ultima estate prima della pandemia. 'Il cammino dell&rsquo eroe' è il racconto della loro immersione in un momento storico eccezionale e, insieme, in una Italia minore, sconosciuta e di struggente bellezza.