Questo libro è il ritratto di una strada &ndash la Route 66 &ndash che, nel 2026, festeggia il suo centesimo compleanno. Un&rsquo arteria che è stata una sorta di organismo vivente in costante mutamento, plasmata da esigenze logistiche, militari e sociali. La Sessantasei diverrà, per tutti, la strada per antonomasia, immortalata nelle foto di Dorothea Lange, Arthur Rothstein, Robert Frank che ne racconteranno le svolte, le crepe, i bordi polverosi, le ombre lunghe, le distese vuote e le vite precarie che vi scorrono accanto. Un nastro d&rsquo asfalto che si sarebbe snodato per 3.617 chilometri, attraverso tre fusi orari e otto stati: dall&rsquo Illinois alla California, ovvero dal lago Michigan all&rsquo Oceano Pacifico. Un paesaggio che, nel tempo, si sarebbe popolato di motel, insegne al neon, pompe di benzina, officine improvvisate, diner e centinaia di figure che avrebbero definito la vita quotidiana dell&rsquo America on the road: cameriere, benzinai, cuochi, camionisti, meccanici, venditori ambulanti, poliziotti, addetti ai motel. A metà degli anni Cinquanta la Route 66 non ce la faceva più a reggere il volume di traffico che vi si era riversato e nel 1956 il Congresso votò la legge che istituiva l&rsquo attuale sistema di autostrade interstatali. Fu la condanna a morte per la Route 66 che fu definitivamente dismessa nel 1985. In California, moncherini della vecchia strada si trovano ancora in centri dai nomi esotici nei pressi dell&rsquo area del deserto del Mojave dove, durante la Seconda guerra mondiale, si addestrarono le truppe corazzate al comando del generale Patton. Della Route 66 tutto quello che rimane è una targa.