Al di là della forza brutale e della parvenza 'barbarica' che hanno spesso disorientato i lettori moderni, Herman Lommel riscopre in Indra il cuore pulsante dell&rsquo universo religioso proto-ariano. In questo studio fondamentale, dove il rigore filologico si fonde con una profonda intuizione fenomenologica, il dio del ?gveda cessa di essere un aggregato di tratti contraddittori per rivelarsi come una totalità organica: un&rsquo unità ideale che respira simultaneamente nel guerriero che abbatte il nemico, nel sole che dissipa le tenebre e nell&rsquo esplosione fecondante del temporale. Lommel sfida i riduzionismi della scienza moderna, rifiutando di scomporre il mito in sterili astrazioni razionali. Attraverso una magistrale analisi comparativa &mdash che spazia dalle vette dell'Iran avestico e dell'Armenia di Vahagn fino ai paralleli etnografici delle cosmogonie africane &mdash l'autore dimostra che il combattimento contro il drago V?tra non è una mera favola meteorologica, bensì l&rsquo archetipo di ogni realtà: il gesto metafisico di «sfondamento dello sbarramento» che restituisce la vita al cosmo. Indra emerge così come l'universale concreto: una divinità che non si cristallizza in una forma statica, ma che si manifesta ovunque la forza appaia come irrompente e vibrante di tensione &mdash nel toro, nel re guerriero, nel fuoco folgorante della natura. Lommel ci riconduce in un mondo dello spirito dove la natura non conosce colpa e la vittoria è un'esultanza solare, restituendoci l'immagine di un dio che è, per usare le parole dell'antico Yaska, la sorgente di ogni energia possibile: «Ogni forza che esiste è opera di Indra».