Torna in libreria Taci, anzi parla. Diario di una femminista, cronaca intima e politica del pensiero di Carla Lonzi dal 1972 al 1977. Se Sputiamo su Hegel era un atto fondativo del femminismo italiano e Autoritratto un&rsquo opera di rottura rispetto alla critica d&rsquo arte, il diario di Lonzi è un documento imprescindibile per seguire i movimenti della sua coscienza, le relazioni che ha attraversato con una radicalità ai limiti del perturbamento, e anche le titubanze, gli ostacoli in cui è inciampata per dissimulare i bisogni con cui è venuta al mondo: come scrive in queste pagine, per essere sé stessi &ldquo bisogna dubitare, illudersi, ritornare&rdquo . Taci, anzi parla si apre sulla soglia di cambiamenti importanti nella vita di Lonzi. L&rsquo allontanamento da Carla Accardi, sua compagna nell&rsquo esperienza di Rivolta Femminile, l&rsquo amicizia illuminante con &ldquo Sara&rdquo , l&rsquo inizio di una fase critica con Pietro Consagra e la messa a punto di un&rsquo idea fondamentale: e cioè che i rapporti umani non potranno cambiare se ognuno non sarà disposto a compiere una trasformazione soggettiva, legata all&rsquo autocoscienza. &ldquo Mi è sempre piaciuto scrivere i libri che ho scritto, ma per Taci, anzi parla posso dire di avere raggiunto il massimo,&rdquo diceva Lonzi del suo diario, definito &ldquo una sala d&rsquo attesa&rdquo . Oltre a rappresentare un documento storico e un archivio sentimentale che ha pochi eguali nel Novecento italiano, in cui la curiosità di una donna verso la propria coscienza viene portata alle estreme conseguenze nel tentativo di sfuggire a gesti istituzionalizzati e consunti, Taci, anzi parla è una festa intellettuale ma anche l&rsquo inaugurazione di una crisi indispensabile per scoprirsi. È il diario di una scrittrice, in cui Lonzi usa la trascrizione dei giorni per passare dalla memoria privata alla memoria letteraria, anche grazie al ricorso alla poesia. È &ldquo un segreto temporaneo&rdquo donato con grande generosità e sorpresa a chi legge.