Frequentatore della terrazza della Noce, dove Leonardo Sciascia era solito accogliere gli amici che lo andavano a vistare nella sua casa di campagna a Racalmuto, Gaspare Agnello restituisce &ndash in queste sue memorie &ndash dati e aspetti poco noti se non sconosciuti sia dello scrittore sia dell&rsquo uomo Sciascia. Si tratta di fatti e parole, di umori e malumori, di giudizi su politica, letteratura, costume, e di tutto il gusto di quel &ldquo piccolo mondo&rdquo siciliano in cui lo scrittore trascorreva una buona parte dell&rsquo anno. Un mondo circoscritto: quello di un paese dell&rsquo agrigentino con qualche migliaio di abitanti, in cui Sciascia era profondamente radicato e che rappresentava per lui, prima di tutto, il modo di essere appunto uomo e scrittore. Vale a dire il luogo dove si può lavorare restando concentrati sulla propria scrittura, sulle proprie ricerche formali e i propri studi e quel microcosmo esemplare o palcoscenico &ndash quel mondo che è tutto il mondo &ndash , dove una molteplicità di esseri umani può fare mostra di sé e diventare specchio dell&rsquo umanità intera per gli occhi che li sanno guardare, anzi, vedere.