«Vivere, in fondo, non è che una serie di storie che si chiudono e si aprono, un continuo stringere la presa e lasciar andare. Una catena infinita di incontri e di addii». Quante esistenze attraversano una stazione affollata. Dietro i volti delle persone in fila all&rsquo edicola o al bancone del bar si nasconde un groviglio di desideri e paure, di dolori e speranze. C&rsquo è una donna che non deve partire, eppure resta seduta lì, le borse della spesa ai piedi. C&rsquo è un padre che ha smarrito il figlio, e un uomo che sta per separarsi dalla donna della sua vita. C&rsquo è un marito che vede un enorme coniglio accanto a sua moglie ogni volta che la guarda, una ragazza che riceve messaggi inattesi, un ragazzo che ha preso una decisione irreversibile. C&rsquo è il mistero indecifrabile di ogni incontro capace di farci cambiare strada, e il terrore dell&rsquo abbandono sempre dietro l&rsquo angolo. Poi c&rsquo è uno scrittore con un buffo berretto giallo che si aggira fra i binari dopo aver perso il treno, ed è impaziente di salire sul prossimo. Perché sa che alla fine del viaggio troverà la sua famiglia ad aspettarlo. Perché «l&rsquo amore ha sempre, sempre a che fare con qualcuno in grado di riportarti a casa». Con la sua voce inconfondibile, Matteo Bussola racconta il nostro ostinato bisogno degli altri, malgrado la possibilità di ferirsi, di tradirsi, malgrado le accuse o i rimpianti. Il suo è un inno al potere salvifico delle storie, grazie alle quali ci sentiamo tutti meno soli.