Rivisitando alcune categorie classiche del pensiero novecentesco, il lavoro di Byung-Chul Han si focalizza con particolare attenzione sul disagio dell&rsquo individuo tardo-moderno nella società odierna, caratterizzata dalla prestazione, dalla competizione e, soprattutto, dall&rsquo appiattimento delle contraddizioni e dal venir meno della negatività. Le analisi sviluppate nei saggi qui raccolti mettono in luce, nello specifico, come l&rsquo ossessione dell&rsquo iperattività e la tendenza sempre più forte al multitasking arrivino a produrre disturbi di natura depressiva e nevrotica. Tali espressioni di malessere e di &ldquo stanchezza&rdquo vengono interpretate come ovvia conseguenza dell&rsquo incapacità del soggetto di sostenere i ritmi dell&rsquo iperproduzione postcapitalistica in un contesto in cui non esiste più un modello sociale imposto dall&rsquo Esterno, dall&rsquo Altro, ma è anzi il soggetto stesso ad averlo introiettato. Questa nuova edizione è stata arricchita con l&rsquo inserimento di un saggio sul burnout, che Han legge come coincidenza massima di autorealizzazione e autodistruzione, e di un saggio sul tempo, in cui contrappone al tempo profano dell&rsquo iperproduzione quello &ndash sacro &ndash della festa e del gioco.