Essere vivi significa cambiare e trasformarsi continuamente. E se sedersi in meditazione può offrire uno strumento prezioso per imparare a osservare ciò che si muove al nostro interno, è il mondo esterno a offrire le reali occasioni di pratica. Rosenberg accompagna il lettore in un lungo viaggio nel senso profondo della pratica buddhista vipassana. Una ricerca che ha guidato tutto il suo percorso, e che anche nella fase finale della sua esistenza non si accontenta di risposte definitive. L&rsquo arco della sua vita ha attraversato tutti i punti fondamentali dello sviluppo del buddhismo in Occidente. Da vero pioniere, ha fatto parte della prima generazione di ricercatori (insieme, tra gli altri, a Jon Kabat-Zinn, Jack Kornfield, Joseph Goldstein e Sharon Salzberg) che negli anni settanta del secolo scorso ha viaggiato nei templi e nei monasteri asiatici per studiare e diffondere gli insegnamenti buddhisti e dare loro una forma accessibile al mondo occidentale. Senza mai identificarsi nel ruolo del &lsquo maestro&rsquo né mai rinunciare alla sua indole ironica, Rosenberg, che ha studiato con personalità come Thich Nhat Hanh, Ajahn Buddhadasa, Ajahn Chah, Ajahn Munindra e Jiddu Krishnamurti, è stato a sua volta punto di riferimento per molte generazioni di ricercatori. Nel 1985 ha fondato il Cambridge Insight Meditation Center (CIMC), centro nevralgico dell&rsquo insegnamento buddhista, nell&rsquo intento di costruire una comunità di praticanti in cui fosse possibile trovare un equilibrio vitale tra preservare l&rsquo autenticità degli insegnamenti e renderli adattabili alla vita contemporanea. In queste pagine vengono indagati i temi centrali della pratica: una pratica che non rimane sul cuscino di meditazione ma cammina tra le difficoltà e gli ostacoli del vivere quotidiano. L&rsquo arte della meditazione, l&rsquo osservazione del respiro, il ruolo dell&rsquo ascolto e del silenzio, il significato della conoscenza di sé, la natura della relazione, il lavoro con le emozioni difficili e l&rsquo incontro inevitabile con malattia, morte e lutto. Temi complessi trattati in modo semplice e concreto, con un&rsquo apparente leggerezza che riporta continuamente al significato essenziale della ricerca. Apre il libro un lungo saggio della sua allieva Madeline Drexler, che ricostruisce il percorso di Rosenberg e illumina aspetti della sua vita privata che si fondono in maniera significativa con la pratica.