Ci hanno raccontato che il capitalismo è l&rsquo ordine naturale delle cose, l&rsquo unico modello capace di soddisfare i bisogni e le pulsioni dell&rsquo umanità. Che, in fondo, siamo sempre stati capitalisti. Questo libro ribalta la narrazione: il capitalismo, scrive Ellen Meiksins Wood, è un sistema giovane, nato in un luogo e tempo ben definiti. Smontando un&rsquo epica accettata quasi universalmente, l&rsquo autrice dimostra che il nostro assetto economico attuale non è emerso dall&rsquo espansione dei commerci, dai grandi viaggi oltreoceano o dall&rsquo ascesa delle città, ma da una trasformazione molto meno spettacolare avvenuta nelle campagne inglesi tra il XVI e il XVII secolo. È lì che la terra ha smesso di essere una risorsa condivisa o garantita da consuetudini per diventare oggetto di affitti competitivi che il primo scopo del lavoro è diventato la vendita e non il consumo che la sopravvivenza stessa ha iniziato a dipendere dal mercato. Produrre di più, più velocemente, a costi inferiori. La tesi è tanto semplice quanto potente: il capitalismo non inizia quando aumentano gli scambi, ma quando la competizione diventa un obbligo per farcela. Un&rsquo analisi controcorrente che risponde agli interrogativi più urgenti del presente: da dove viene questo sistema? Perché funziona in modo diverso da ogni altro? Ed è davvero l&rsquo unica opzione possibile? Prefazione di Clara E. Mattei.