Sgomento di fronte alla prospettiva dell&rsquo imminente matrimonio che lo allontanerà per sempre da «una dolce, interminabile adolescenza», ci appare sulla soglia di questo libro il giovane Alain: «Ah, Saha, le nostre notti...» sospira, mentre la sua gatta, «azzurra come i sogni più belli», fa le fusa e gli si struscia addosso nel letto, prima di dargli «un bacio da gatto, poggiando il naso umido sotto il naso di lui, tra le narici e il labbro superiore». Per la fidanzata Camille, moderna, esuberante, avida di vita, Alain prova un disprezzo appena velato, e nel suo intimo non può non paragonare la sua irruenza un po&rsquo volgare alla discreta, flessuosa eleganza di Saha. Ma soprattutto: se Camille gli spalanca le porte del mondo degli adulti, con responsabilità da assumere e decisioni da prendere, e gli offre un amore maturo, l&rsquo amore che comporta il rischio della perdita, Saha è per Alain l&rsquo amore incondizionato, esclusivo, paziente, eterno &ndash e il giardino dorato dell&rsquo infanzia. Un triangolo, dunque: dove, nel rapporto di tacita, totale connivenza fra l&rsquo uomo e la gatta, l&rsquo intrusa è la donna &ndash che finirà per compiere, nei confronti della rivale, un gesto dalle conseguenze forse fatali, macchiandosi in tal modo di una colpa irreparabile.