«Mi chiamo Medea, e sono qui per aiutarti.» Medea appare quando tutto sembra già deciso. Attraversa il Messico al volante della sua Jetta verde militare, raggiungendo donne in pericolo: figlie di soldati, amanti di sicari, ragazze cresciute in un mondo che dispone dei loro corpi e delle loro vite. Le aiuta a interrompere una gravidanza, a sottrarsi a relazioni rischiose, a cercare una via d&rsquo uscita. Compare dove nessuno osa guardare, portando con sé erbe, farmaci e parole. Ma soprattutto una possibilità: quella di scegliere. Dove la violenza è quotidiana e l&rsquo amore si confonde con il controllo e con l&rsquo abuso, Medea diventa sorella, strega, complice. Non giudica: resta. Attorno a lei prende forma un coro di voci indisciplinate, in cui la rabbia convive conl&rsquo umorismo nero, il dolore con il desiderio, la perdita con la possibilità di ricominciare. Con una lingua elettrica e carnale, Dahlia de la Cerda riscrive il mito di Medea nel cuore del Messico contemporaneo, intrecciando brutalità e tenerezza e restituendo voce a chi è stato ridotto al silenzio. Un romanzo di sorellanza e insurrezione, di distruzione e cura, che racconta la forza ostinata di riscrivere il proprio destino. Perché «non siamo ciò che hanno fatto di noi, ma ciò che facciamo di ciò che hanno fatto di noi».