Ho scritto articoli di critica letteraria, saggi corposi, prose di ispirazione saggistica e poetica dai lontani anni Ottanta del secolo scorso mi sono fatto le ossa con alcune riviste di pregio come &ldquo Oggi e Domani&rdquo del compianto Edoardo Tiboni per passare con gli anni ad altre pubblicazioni o ai recenti siti on-line. Nei primi scritti riflettevo sulle grandi scuole critico-letterarie del Novecento non solo italiano. Nel corso del tempo, pur migliorando lo stile argomentativo e propositivo, è subentrata la convinzione di un declino inarrestabile: poche le novità apprezzabili, poco il decoro linguistico, scarso il valore ideologico e morale delle proposte che oggi si avanzano. La linguistica, lo strutturalismo, la psicanalisi, il marxismo, il formalismo sono venuti giù come gli idoli un tempo venerati ai piedi del Sinai. Ma non si hanno notizie di una Nuova Legge in arrivo. Dopo la morte dell&rsquo arte e la morte dell&rsquo autore, anche il critico vede i suoi giorni contati. L&rsquo eclissamento della ragione discorsiva continua sotto i nostri occhi. Tutto va bene, sembrano dire i benpensanti che non pensano. Questi scritti rappresentano un minimo tentativo di resistenza all&rsquo inevitabile.