Obiettivo del nostro tempo può essere una mera coesistenza? Se la risposta è no, se pensiamo non soltanto di coabitare gli uni accanto agli altri con il rischio di scivolare dall&rsquo indifferenza al respingimento (e oltre), se riteniamo essenziale coinvolgerci in progetti di vita condivisi, occorre che gli altri non siano soltanto &lsquo altri&rsquo , ma che noi e loro siamo &ndash e ci rappresentiamo &ndash &lsquo simili&rsquo . Dai filosofi dell&rsquo antichità a quelli della modernità, da momenti significativi del pensiero scientifico ai modi in cui in altre società sono concepite le persone, ciò che viene fatta emergere è una teoria delle somiglianze, che &ndash prima di ogni divisione &ndash induce a cogliere legami e intrecci non solo tra le cose, ma entro le cose. In questo modo, insieme all&rsquo identità, viene meno anche il concetto di individuo. Come già in biologia, al suo posto troviamo il &lsquo condividuo&rsquo , un soggetto che, oltre a condividere con altri somiglianze e differenze, è esso stesso espressione di una vera e propria simbiosi interna, a partire dalla quale dovrebbe risultare più facile pensare alla convivenza con gli altri.